REPORT PRIMO CAMPEGGIO NO SNAM

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REPORT PRIMO CAMPEGGIO NO SNAM

Messaggio Da FlaviaSic il Mer Ott 03, 2018 3:13 pm

REPORT PRIMO CAMPEGGIO NAZIONALE NO HUB - NO SNAM
VENERDI 31 ORE 15
L'assemblea viene introdotta da Savino (collettivo AltreMenti Valle Peligna) che riassume i punti discussi nell'incontro pomeridiano di giovedì 30, al quale avevano partecipato tra gli altri anche il Coordinamento dei comitati (Pastorella), il presidente del comitato 3.36 di Amatrice, membri dei comitati aquilani (3.32). Dalla sintesi degli interventi è emersa l'opportunità di considerare l'opposizione all'opera "SNAM" come un terreno di lotta comune che coinvolga i territori appenninici. Territori diversi tra loro, scrigno di valori storico-culturali, paesaggistici, ambientali, enogastronomici con le stesse problematiche e le stesse fragilità. Pertanto si è convenuto ad adottare una "vertenza appennino" con lo scopo di fare fronte comune rispetto alle tematiche che riguardano le aree interne. A questo va associato un lavoro che si concentri sulle pratiche, sul "fare", non solo legato alle emergenze ambientali ma ad una progettualità che supporti un modello di sviluppo alternativo a quello imposto dai governi regionali e nazionale. Si è ritenuto necessario il superamento di una prima fase di vertenzialità territoriali, a volte non coordinate tra loro, affinchè si uniscano le lotte e si possa pensare collettivamente a posizioni propositive. Trasformare cioè i "no" in "si", superare la fase della presa di posizioni meramente oppositive per trasformarle in progettualità e proposte.
Ha fatto seguito l'intervento di Peppone che ha letto il nostro documento (Vd all.), il quale è stato non solo accolto dall'assemblea in merito alle tematiche toccate ma è stato adottato come base comune nella discussione successiva.
E' intervenuto per via telefonica il referente del mov. NoTriv che ha ribadito la necessità di un percorso comune che si avvii verso una nuova fase di superamento del frame comunicativo (dal no al si) sul terreno della proposta. Si è posta l'attenzione sul valore del dialogo e della progettualità permanente sulla riconversione ecologica con alla base i valori di antirazzismo e antifascismo, per capire come portare fuori il paese dal declino reazionario che lo attanaglia con la complicità dei vari governi che si succedono. Elencando le emergenze ambientali da nord a sud, sottolinea la necessità di incontri sui territori per una riconversione ecologica soprattutto a tutela degli ultimi. Si auspica ad una coalizione sociale ed ecologista in cui è pur necessario un grande esercizio di tolleranza, pazienza e resistenza. La ridistribuzione del reddito non è sufficiente senza un cambio di paradigma.
Successivamente è intervenuto Guido (NoTav) che ha stimolato la discussione sul bisogno di coordinare le attività di contrasto al modello di sviluppo. Ha ripercorso delle tappe del movimento NoTav del 2006 per ribadire la poca fiducia nei partiti che negli anni hanno tradito il popolo valsusino. Elencando le varie iniziative del movimento noTav a Firenze, venezia etc ribadisce la necessità di muoversi sui temi comuni mantenendo pari dignità per ogni entità che entra a farne parte senza cadere nella egemonizzazione da parte di soggetti esterni. Tutto ciò va tradotto e comunicato all'esterno dei circuiti militanti.
Ha fatto seguito l'intervento di Renato (Sulmona???) che ha posto criticamente il tema delle tante iniziative a cui aderire senza ancora una elaborazione sulla questione appenninica. Ha un ruolo centrale la progettualità delle aree interne affinchè si abbiano contributi da apportare alle iniziative territoriali a cui si aderisce.
Edoardo (Pratola Peligna) nel suo intervento ha denunciato la mancanza di rappresentanza per quanto riguarda le questioni ambientali, alla stessa stregua della mancanza di rappresentanza che vivono oggi le categorie dei lavoratori. Aggiungere al tema della messa in sicurezza, la "messa in sicurezza sociale" che racchiude tutte le tematiche di una idea di democrazia, legare cioè le questioni ambientali alle questioni sociali. Si riconosce una mutua consequenzialità tra lo spopolamento e la devastazione del territorio da una parte e la mancanza di presidio e di cura dall'altra.
 
INCONTRO NO HUB - NO SNAM VENERDI 31 ORE 18
Sono presenti i Comitati ambientalisti Lombardi, il Movimento NoTap, I Comitati ambientalisti Piceni, No Hub, No Tav
Ezio Corradi dei Comitati Ambientalisti Lombardi
I Comitati, lavorando dal 2009, riscontrano un problema sull'informazione e la conoscenza dello sfruttamento delle energie fossili. Non si parla dei numerosi siti di stoccaggio (HUB) e della convenzione europea ARUS che prevedeva la consultazione e la partecipazione della cittadinanza, preventiva alla messa in opera dei siti, che è stata totalmente disattesa. I comitati hanno studiato approfonditamente il problema e prodotto documenti.
Come funziona un sito di stoccaggio o HUB? la durata dell'attività per ciascun sito dovrebbe essere di 20 anni. Il gas non viene estratto da un bacino naturale (esistono anche i pozzi di produzione ma sono un'altra cosa)  ma immesso dalla rete nazionale in siti geologici selezionati che hanno caratteristiche geologiche peculiari, cioè sono costituiti da rocce permeabili confinati in rocce impermeabili, in sostanza all'interno di una FALDA ACQUIFERA. Il gas proveniente dalla rete viene pompato nel sito durante i 6 mesi primaverili. Il pompaggio avviene con una determinata pressione attravverso dei pozzi che spingono il gas presurizzato nel bacino. Nei 6 mesi autunnali si fa il processo inverso e il gas viene estratto e ritorna nella rete nazionale dopo essere stato decompresso. Il primo punto critico è che i siti di stoccaggio, che dovrebbero stare in attività per massimo 20 anni sono sovrautilizzati fino ad addirittura a 47 anni. La procedura di pressurizzazione ed estrazione crea uno STRESS DEL SOTTOSUOLO: compromissione della falda acquifera, immissine di fluidi ad alta pressione (il gas) e estrazione con relativo svuotamento, che potrebbero produrre TERREMOTI. Nell'ottica della PRODUTTIVITÀ COME PRIORITÀ dal 2008 i governi hanno varato un INCREMENTO non giustificabile con una crescita dei consumi, incrementando sia il numero di siti che la produzione nei siti già esistenti. Nella PIANURA PADANA c'è stata una vera e propria INFORMAZIONE DISTORTA a partire dagli spot nazionali come "Il metano ti dà una mano" che  in realtà sono serviti a far passare prima la liberalizzazione del mercato del gas (legge Bersani) poi il raddoppio della rete. La pianura Padana inoltre ha altri numerosi  problemi come le basi militari, cave, discariche e ora il TERZO VALICO costruito dal consorzio CEPAVDUE dell'ENI. Un punto critico è la SISMOGENICITÀ del territorio che è stata mappata dall'INGV e che non è compatibile con i siti di stoccaggio che devono avere per legge (decreto) una sisimogenicità massima molto bassa (2.2) nei 10 km di diametro intorno al sito. Nel 2012 il Ministero dell'ambiente e nel 2014 il Ministero dello Sviluppo emenano decreti per la costituzione di una rete sismologica di monitoraggio affidando i controlli ad un ente terzo. Purtroppo il monitoraggio avviene dopo il raddoppio della rete del 2008, l'ente terzo non si sa quale sia e i dati dei monitoraggi non sono pubblici. I territori attraversati sono territori a rischio sismico a aprtire dal Friuli in particolare da Tarvisio da dove entra il gas fino all'HUB di Sergnano e Cornegliano che ricevono anche il gas che arriva dal Passo Gris dalla Svizzera. Al''HUB di Bagnolo Mella hanno cambiato nome sulla carta per non farlo risultare e a Capriano del Colle ci sono stati 3 sismi. Questi HUB essendo "centrali" di stoccaggio sottostanno ad una normativa speciale per la sicurezza la DIRETTIVA SEVESO che prevede piani d'emergenza esterna, quindi riguardante l'area intorno alla centrale, che però nessuno non è stata messa a punto epr nessuno degli hub. Inoltre dovrebbero esserci dei monitoraggi costanti delle emissioni secondo la normativa approvata dalla Regione Lamobardia (ARPA). Purtroppo non c'è CONFLITTO nei territori, in quello che, per proseguire l'informazione distorta è il "TEXAS PADANO". Ci sono stati 3 cortei a Bordolano, 7 ricorsi contro i 3 stoccaggi a sovrapressione (che aumentano i rischi). Il 19 luglio è uscito un articolo su SALENTO METROLPOLITANO che parla di una fantomatica associazione degli "amici dell'azerbaigian" i cui fanno parte alcuni esponenti di Forza Italia, Lega, Udc e Casa Pound (additirittura" l'esperto di Lecco", Arrigoni Paolo) che sono in connessione con il GASDOTTO TAP. Nel 2017 il geofisico Enzo Boschi dichiara che la situazione del rischio sismico in Lombardia non è ancora chiara, quindi non viene assolutamente considerato il principio di precauzione.
Il 7-8 Ottobre è l'anniversario del Vajont, si potrebbero fare iniziative diffuse.
RIFERIMENTI WEB
http://www.comitatiambientelombardia.it/index.php/argomenti/stoccaggi-e-trivellazioni-idrocarburi
http://www.comitatiambientelombardia.it/images/Regione-2-febb-2015.pdf
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/stoccaggio/info/cosa.asp
https://gassificatorecassola.wordpress.com/2013/11/27/stoccaggio-gas-in-italia-parte-1/
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/cartografia/tavole/impianti/italia.pdf
http://www.snam.it/export/sites/snam-rp/repository-srg/file/it/business-servizi/Processi_Online/ReteSnamReteGas/informazioni/rete-nazionale-gasdotti/RNG_30giu2016_ITA-A3.pdf
http://www.cepavdue.it/
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/energia/gas-naturale-e-petrolio/gas-naturale/stoccaggio?start=20
https://it.wikipedia.org/wiki/Direttiva_Seveso
https://www.youtube.com/watch?v=S2asBH-PGdc
https://www.salentometropoli.it/2018/07/19/gasdotto-tap-lega/

Augusto de Santis NO HUB DEL GAS
Il cambio delle politiche energetiche negli anni 2000 aveva individuato 5 regioni per l'estrazione geomineraria: Abruzzo, Molise, Basilicata, Lombardia e Sicilia. Le lotte quindi ci sono da molti anni e con una serie di vittorie: la prima è stata quella contro il CENTRO OLI ENEL di ORTONA, poi la piattaforma offshore OMBRINA 2, poi il POZZO sotto la DIGA ACEA (?). Il decreto SBLOCCA ITALIA ha smontato completamente il VIA e ha istituito una COMMISSIONE NAZIONALE VIA, dove confluiscono tutte le valutazioni,  un organo assolutamente poco trasparente che non ammette possibilità nè di partecipazione nè di audiazione alla cittadinanza e alle amministrazioni locali. Su questa commisisone c'è un'inchiesta per conflitti d'interessi (Vincenzo Ruggero) e per infiltrazione mafiosa. Il gasdotto SNAM è costituito da diversi tronconi, da pozzi e centrali di spinta. Il progetto consiste in un metanodotto di acciaio lungo 687 Km che da Massafra (in provincia di Taranto) corre fino a Minerbio (10 Km da Bologna), di una centrale di “compressione e spinta” nel territorio di Sulmona e di centraline di diramazione. E’ diviso in 5 lotti funzionali: Massafra-Biccari (194Km), Biccari-Campochiaro (70Km), Sulmona-Foligno (167Km), Foligno-Sestino (114Km), Sestino-Minerbio (142Km). Una cosa importante per la mobilitazione è fare l'ACCESSO AGLI ATTI  per capire lo stato dell'arte delle opere. La centrale di Sulmona ha passato la Conferenza dei servizi. Si potrebbero fare ESPOSTI.
https://dorsogna.blogspot.com/2015/03/ombrina-luciano-dalfonso.html
http://www.minambiente.it/pagina/commissione-valutazione-impatto-ambientale-e-vas
https://www.primadanoi.it/news/cronaca/559171/Le-zone-d-ombra-del-Via.html
http://atlanteitaliano.cdca.it/conflitto/gasdotto-rete-adriatica-brindisi-minerbio-e-centrale-di-compressione-di-sulmona

FlaviaSic

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